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campionato serie d - XXIII giornata di campionato - 25 gennaio 2012 - ore 14.30
Lanciotto Ravenna
2 1

prepartita viaggio d'andata

La malattia mi da un po' di tregua, le ossa rotte cominciano a saldarsi e il Ravenna gioca di mercoledì e ha bisogno di aiuto quindi quale miglior occasione per andare in trasferta?
Organizziamo tutto nei minimi dettagli poi martedì l'Orco scombussola tutto proponendo la creazione della Red Car direttamente da Ravenna (e non con il socio da Bologna come inizialmente pensato), il soviet supremo si riunisce telefonicamente e la risposta finale è: perché no? Appuntamento super puntuale alle 11 e un quarto al bar, come sempre più che una macchina sembriamo il circo Barnum, composizione della Red Car: Orco alla guida, Gigante nelle retrovie addetto alla goliardia e Obeso (leggasi sottorscritto) dedito all'alcolismo militante. Partiti sfioriamo un esile blocco di camionisti (con tanto di faccia notissima della Curva in prima fila!!!) e via in autostrada. Viaggio scioltissimo e uscita a Bologna, gira qui, gira là e al Freak Circus si aggiunge anche l'uomo Cottonfioc, giusto per completare lo spettacolo.
Le stupidate si sprecano, l'Orco non scossa di un millimetro e così tra sorpassi di camion in galleria da brivido e velocità mai oltre i limiti (grazie agli ottocentomila autovelox) decidiamo di fermarci in autogrill per un fugace pasto ma l'uscita "Campi Bisenzio" ci coglie impreparati e così optiamo per uno stop in un mega bar/self service nella periferia fiorentina. Mangiamo un panino ottimo (2,50) ci facciamo l'ennesimo birrozzo e dopo la millesima pisciata dell'ArcheoFioc cerchiamo lo stadio con un po' di rammarico per non aver pranzato da "Ciccio Pennello"...
Andiamo a caso con gli occhi rivolti all'orizzonte in cerca dei lampioni del campo che però non troviamo, scopriamo invece una notizia che ci gela il sangue nella vene: Succhiello, a 84 anni, ci ha lasciato! Dopo un doveroso momento di raccoglimento ripartiamo intonando cori per colui che senza ombra di dubbio è la gloria degli ultras.
A Lanciotto gli autovelox sono ovunque quindi andiamo pianino e quando la disperazione è dietro l'angolo individuiamo il cartello per lo stadio Zatopek. Quando manca un'ora dall'inizio siamo dentro l'impianto (bel campo, bella pista di atletica, una tribuna e una tribunetta di fronte "per i giocatori squalificati" sic Carramba) dove accediamo senza perquisa e senza esibire documenti.

Tifo nostro

A 10 minuti dall'inizio arrivano gli URA e in tutto siamo 13. Appendiamo lo striscione da trasferta, facciamo mini quadratino e guardiamo la partita canticchiando qualcosa quando è possibile. Durante l'intervallo scambiamo chiacchiere con gli ultras locali conosciuti a Ravenna e in genere con gli indigeni che sono di una gentilezza impressionante.
Segnaliamo torcia al nostro gol e poco altro. Alla fine salutiamo la squadra che ricambia.

Tifo loro

Sono una trentina con un paio di bandieroni. Cantano spesso (praticamente sempre) con cori mai sentiti e sinceramente un po' strani ma il risultato è buono. Simpatici, gentili, antirazzisti e "tenuti a bada" dai vecchi che tengono a sottolinearci la "non violenza" del tifo locale.

Bar

Semplicemente meraviglioso. Pulito, ampio, luminoso e pieno di piante tanto da sembrare una serra. Baristi simpatici e birra a 2 euro a lattina.

Cessi

Vicini al bar sono spaziosi e puliti. C'è la carta igienica (...) e persino l'acqua calda, roba di lusso!

Uscita viaggio di ritorno

Sconfitta forse meritata forse no ma amen, il nostro dovere l'abbiamo fatto. Dopo un paio di foto idiote abbandoniamo lo Zatopek e torniamo alla Red Car che ci attende vogliosa di tornare in Romagna. Salutiamo i ragazzi del Lanciotto mentre l'ArcheoIncontinente lascia, come di consueto, il suo segno, qualche coro per il buon vecchio Succhiello e via!
L'Orco è una macchina da guerra e non fa un passo indietro, imbocca strade e stradine come se Campi Bisenzio fosse casa sua e in men che non si dica siamo in autostrada. A metà strada ho la brillante idea di accendere l'autoradio e così una normale utilitaria si trasforma in un cocoricò d'annata, l'hardcore prende il sopravvento (anche se fa cagare a tutti fuorché all'autista) e dopo una sosta piscio e una gpl arriviamo a Ravenna giusto in tempo per mandare a fare in culo i nostri concittadini che ci accolgono con il consueto "avete perso ma perché ci siete andati?". Non ci capirete mai, poveretti, siamo di un altro livello!

Note

  • Succhiello Gloria degli Ultras!
  • Grazie a chi c'era;
  • Un saluto ai compagni del Lanciotto, ci vediamo ai mondiali!
  • Pistoia merda!
  • Il Ravenna siamo solo noi!



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    23/1/12


    campionato serie d - XXII giornata di campionato - 22 gennaio 2012 - ore 14.30
    Ravenna Virtus Pavullese
    2 2

    prepartita

    Grazie al Manigold ormai pensiamo più a fatture e stipendi non pagati, promesse non mantenute ecc. ma c'è anche da pensare al nostro amatissimo Ravenna e così, come sempre, siamo fuori dalla Mero avvolti da sua altezza reale la Nebbia in una situazione al limite del paradossale con tanti dubbi in testa e nel cuore ma con la voglia di non fare MAI un passo indietro. L'incasso odierno dovrebbe (perché quando si parla del maiale non si sa mai) finire alla squadra di Dodo quindi ci aspettiamo qualcuno in più; purtroppo le chiacchiere sono facili da fare e tutt'altro è mantenere gli impegni così nel prepartita l'unico elemento aggiunto è il "nostro" capitano Y. che con una coerenza strepitosa termina il boicottaggio.
    Insieme a noi ci sono anche i Pazzi di Medicina© con i quali si fa tutto quello che non si deve fare e poi, senza perquisa, entriamo in curva. Un banchetto raccoglie soldi per la squadra e sono diversi i vecchietti che si fermano per dare quello che possono ai giallorossi.
    Prima della partita Monica Mero e figlio insieme a rappresentanti degli URA e del Coordinamento depongono un mazzo di fiori per ricordare il Gladiatore, scomparso ahinoi 10 anni fa, incredibile, sembra ieri quando a Roma il telefono squillò per comunicarmi la terribile notizia... Ma Mero è Mero e non lo dimenticheremo mai con il nostro amore, i nostri cori, i nostri colori e la nostra passione.

    Tifo nostro

    "Sempre e solo noi, quelli che ci credono, in uno stadio ovviamente semideserto" così avevamo scritto due domeniche fa e oggi è uguale. Quadratino centrale in curva, distinti quasi vuoti e solito parterre. Il palchetto come da qualche tempo è particolarmente "sciocco" così ci si diverte prendendosi in giro, sostenendo i giocatori e salutando "a modo nostro" gli Alettis, Buffone e, new entry — dopo l'inaccettabile comportamento avuto sulla rete — Debora De Giorgi, ovvero la portavoce degli infami di casalpusterlengo. Una signora che ha la stessa simpatia di un piatto piccante quando si ha le emorroidi infiammate...
    Cantiamo, sventoliamo bandiere e bandierine e ringraziamo (questa volta sul serio) un'inaspettata presenza in Curva ovvero Angelo Affatigato!!! Se c'è una cosa bella da dire in questa situazione terrificante è il rapporto che si è creato tra noi e la squadra, andrà come andrà ma i ragazzi che vestono la maglia giallorossa quest'anno rimarranno per sempre nella mente di noi matti che ancora ci crediamo. Siete dei grandi voi, siamo dei grandi noi e fanculo a chi non la pensa così!
    Dopo il primo gol Menego impazzisce e viene praticamente sotto la rete che ci divide per esultare, noi sbrocchiamo. Pareggio, svantaggio ma amen si va avanti come non fosse successo nulla poi pareggio e "ri"sbrocco. Alla fine squadra che ci applaude e noi che applaudiamo loro.
    Siamo il Ravenna gente, pensavate di fermarci con due debitucci?

    Tifo loro

    Ancora una volta loro non ci sono.

    Uscita

    Pareggio un po' stretto ma sticazzi e tutti nei bar a portare avanti ancora per qualche ora la nostra goliardia e la nostra genetica ignoranza con la mente già rivolta alla partita di mercoledì.

    Note

  • esposti 2 striscioni, uno per Mero e uno di solidarietà alle vittime della nave Concordia;
  • W le bariste!
  • essere al bar della curva e ricevere un sms per sapere cosa succede non ha prezzo, per tutto il resto c'è AstemioCard™ (brrr ribrezzo!)
  • Grazie Angelo!
  • Grazie Bologna/Medicina!
  • debora mandarti dei cancheri è troppo poco, sei talmente una piccola persona che rischiamo di calpestarti se non stiamo attenti... Cambia lavoro, cambia città, cambia vita insomma... LEVATI DALLE PALLE!!!
  • Mero sempre con noi!
  • Rispetto eterno per il comandante Bulow 22/1/8-22/1/12!
  • Il Ravenna siamo solo noi!

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    un nuovo caso Aldrovandi, Cucchi, Bianzino (ecc.)?


    da ilfattoquotidiano.it
    Un episodio ancora oscuro quello capitato a Massimo Moro, tifoso genoano di 38 anni giunto ieri sera al pronto soccorso in gravi condizioni dopo una colluttazione con un agente di polizia a San Siro, prima che cominciasse Inter-Genoa. Ora è ricoverato nel reparto di Neurorianimazione del Policlinico di Milano e piantonato dagli agenti in stato di fermo come disposto dal pubblico ministero Massimiliano Carducci. Il magistrato valuterà nelle prossime ore se mandare la richiesta di convalida dell’arresto in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale al gip. L’attesa è dovuta in particolare alla volontà di seguire l’evoluzione dello stato di salute del ragazzo.

    Secondo la ricostruzione fornita dalla questura, intorno alle 20.15, quasi un’ora prima del fischio di inizio del match, Moro è stato fermato e trattenuto al varco 9 dello stadio Meazza, durante l’afflusso degli spettatori agli ingressi, perché ubriaco. Dopo avergli impedito l’ingresso, le forze dell’ordine lo hanno portato in un vicino posto di polizia per un controllo, ma il tifoso genoano – sempre secondo la questura – ha dato in escandescenze cercando di aggredire un agente. Un collega della polizia è intervenuto per cercare di bloccarlo e durante la colluttazione entrambi sarebbero caduti a terra. Ad avere la peggio sarebbe stato il tifoso, che avrebbe battuto la testa riportando un trauma cranico.

    Ma all’ospedale è un altra la versione che i medici hanno fornito al cognato, che era allo stadio con Moro e altri due amici, giunti tutti al Policlinico intorno alle 2.30 di questa notte. Secondo quanto riportato dal familiare, il prodotto usato per sedare Moro gli avrebbe provocato una reazione allergica. Inoltre, l’uomo avrebbe ingoiato il suo stesso vomito, finito poi nei polmoni. Il tifoso non è cosciente ed è intubato, ma i sanitari hanno assicurato che non è in pericolo di vita.

    Poco dopo l’una, prima che arrivasse il cognato di Moro, si era presentata al Policlinico una delegazione di una quindicina di tifosi del Genoa e del Napoli, storicamente gemellati. Tutti dubbiosi sulla ricostruzione fornita dalla questura e convinti che Moro sia stato vittima di un pestaggio.

    Gli stessi amici che erano in compagnia del tifoso ricoverato non hanno nascosto le proprie perplessità. “Era con noi – hanno raccontato – e forse ha reagito male. Gli agenti lo hanno portato via di peso, strattonato, ma nulla faceva pensare che la situazione degenerasse. Infatti noi siamo entrati comunque dentro lo stadio e abbiamo seguito tranquillamente la partita. In mattinata – hanno aggiunto – cercheremo di capire cosa è successo e magari chiameremo un avvocato. Soprattutto vogliamo sapere se ha lesioni interne”.

    Secondo il capo della Digos di Milano, Bruno Megale, Moro era ”oggettivamente fuori controllo: la gravità della sua situazione è dovuta a complicazioni polmonari e non alla ferita alla testa” dovuta alla colluttazione nel posto di Polizia dello stadio. Moro, non conosciuto come un abituale frequentatore della curva genoana, ha numerosi precedenti per possesso di stupefacenti e sono ancora in corso gli esami tossicologici che stabiliranno se avesse anche ieri assunto droghe. Al poliziotto caduto assieme al tifoso è stata diagnosticata una prognosi di 4 giorni.


    Curioso, 'sti maledetti di ultras/drogati/comunisti/noglobal/squatter/senzatetto cascano sempre per terra sbattendo la testa...
    E non parliamo poi del fatto che diversi quotidiani oggi scrivano che Massimo "è andato a piedi da solo all'ospedale" citando una nota poi smentita della polizia milanese...

    Restiamo vigili, non dimentichiamo e combattiamo contro la repressione e l'impunità della divisa!

    12/1/12


    campionato serie d - XX giornata di campionato - 8 gennaio 2012 - ore 14.30
    Ravenna Pistoiese
    0 1

    prepartita

    Fino a ieri sera non eravamo certi di giocare oggi perché la famiglia addams (leggasi aletti) non solo è scappata dalla capitale di Romagna ma semplicemente se ne strasbatte della squadra giallorossa. Bisogna sborsare 1.500 euro per organizzare la domenica (gasolio per le docce, rimborso per pompieri e stiùart ecc) ma il finto malato e la vera zoccola con gli occhi azzurri fischiettano così per scendere in campo deve intervenire Giorgetti che di tasca sua paga e manda in campo i NOSTRI ragazzi.
    Molto presto c'è qualcuno che gira intorno al Benelli (viste le "promesse arancioni" dell'andata) ma non si vede nessuno nonostante l'assenza delle transenne. Passa il tempo e quando una famigliola toscana spunta all'orizzonte diretta verso la Mero si materializzano anche diversi digos "forestieri" che fanno subito comunella con i "locali" e il risultato è che un gruppo ben nutrito di spie si affianca al cellulare di polizia e a qualche carramba ponendo di fatto la parola fine alla possibilità di scambiare delle chiacchiere con gli ospiti...
    Ingresso con perquisa abbastanza accurata ma niente di che.

    Tifo nostro

    Sempre e solo noi, quelli che ci credono, in uno stadio ovviamente semideserto. Si canta quando e quanto si può senza mai perdere il gusto di fare gli sciocchi. Anche oggi applausi da tutti i settori dopo i doverosi cancheri al panzone che non firma gli assegni e alla sua degna scimmia, cioè figlia, e solito repertorio. Nel secondo tempo, con il RA che attacca sotto la Mero, si cerca con la voce e con le mani di portare i giallorossi a un pareggio che purtroppo non arriva. Dopo il triplice fischio chiamiamo la squadra sotto la curva per ringraziarla comunque, vengono e ci salutano. Bravi, bravi, bravi. Magari è l'ultima volta che ci vediamo ma l'attaccamento alla maglia e ai colori è encomiabile.

    Tifo loro

    Gli arancioni web ultras dopo aver sborato in lungo e in largo all'andata arrivano a Ravenna tardi, troppo tardi, sono una ventina a spalare di cui solo la metà presunti ultras. Fanno i vaghi davanti alla biglietteria della tribuna e si posizionano nella parte superiore della stessa lato curva sud. Nel primo tempo in piedi sono in 2 con una bandierina, nel secondo sono in 9. Non cantano mai, non hanno pezze, non fanno niente. Tanto valeva stare a casa. Dopo 4 secondi dalla fine sono già spariti. Mah...

    Uscita

    Si esce subito e si fanno quattro passi ma come detto qui sopra non troviamo nessuno. Entriamo in tribuna, facciamo un po' gli scemi, scambiamo qualche chiacchiera con i giocatori che vanno a casa (quale?) e poi tutti nei soliti bar con, nel cuore e nella testa, l'incubo che tutto sia finito qui oggi.

    Note

  • "qualcuno" del Coordinamento copre con delle pagine di giornale la parola "città" nello striscione "una squadra, una città, forza Ravenna". Come dargli torto? Tutti bravi a sborare quando le cose vanno bene ma quando va male i sorci abbandonano la nave... Giusto per non essere volgari rivolgiamo un sentito VAFFANCULO a tutti quelli che oggi non sono venuti, vergognatevi!
  • W le bariste, oggi più che mai!
  • "sembri il negro del miglio verde". Fungo sei un fenomeno!
  • Grande Dodo!
  • aletti per voi non ci sono più parole, possiate soffrire in eterno e che vi venga un male cattivo legato da una fascina di cancheri, scritto in italiano, così lo capite.
  • deborah dov'eri?
  • Il Ravenna siamo solo noi e i ragazzi in campo oggi!

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    2/1/12

    1/1/12

    31/12/11

    22/12/11

    21/12/11


    campionato serie d - XIX giornata di campionato - 18 dicembre 2011 - ore 14.30
    Ravenna Villafranca
    0 0

    prepartita

    Siamo tutti preoccupati, inutile nasconderlo, per le sorti della nostra squadra del cuore. La presidenza è scappata da tempo, non ha mai tirato fuori un euro eppure oggi "noi soliti matti" siamo sotto la curva in attesa dell'inizio di una partita che per qualcuno sarà l'ultima di questa stagione. Amen, non ci piangiamo addosso, nella merda ci siamo già stati e non sarà certo un obeso cesenate-triestino-lombardo o quell'aborto azzurrocchiuto di sua figlia a farci passare la voglia di entrare in Mero per sostenere gli undici giallorossi.

    Tifo nostro

    Insieme a una decina di fratelli bolognesi (non ci sono più parole per dire quanto siete grandi e quanto Ravenna vi voglia bene!) entriamo in uno stadio freddo e vuoto. Facciamo a gara per ricordare quando eravamo così in pochi, c'è chi dice Crevalcore, chi in coppa italia nel 2001 ecc. ma alla fine la cosa non è importante per niente perché NOI siamo qui, in famiglia, tra fratelli e sorelle che non guardano risultati, classifiche, bilanci e conti correnti ma che vengono per stare insieme, per divertirsi e così sarà per 90 e più minuti.
    Cantiamo contro il sopracitato porco e quella zozza di sua figlia, contro buffone (che ci ha chiesto scusa...), contro le divise e il calcio moderno ma anche per i diffidati, per tutte le "vecchie glorie" e soprattutto per i ragazzi eroicamente scesi in campo oggi. Gente che gioca "a gratis", giocatori che non hanno scelto la facile via della fuga (come erofrediani e soci) ma che è rimasta qui a metterci la faccia, la carriera, il sudore e la voglia di far bene. Il risultato è un delirio comico-goliardico che coinvolge tutti (compresa la tribuna che più volte applaude i nostri cancheri contro aletti) rendendo la partita di oggi una delle più divertenti della storia della Mero.

    Tifo loro

    Loro? Nessun forestiero pervenuto.

    Uscita

    Qualcuno avrà guardato la partita, noi ogni tanto, ma alla fine succede una cosa splendida. I giocatori vengono chiamati a gran voce sotto la curva, ci lanciano persino le maglie e noi impazziamo come se avessimo vinto; i veri vincitori siete voi ragazzi che non avete mollato e siamo noi che come detto ce ne infischiamo di tutto e tutti. Una prova di carattere, di orgoglio e di attaccamento ai colori come non si vedeva da tempo. Chi non è ultras non lo potrà mai capire così come il maiale di casalpusterlengo al quale auguriamo un lungo e doloroso percorso tra cliniche, tribunali e prigioni. Sei uno dei motivi per cui il calcio in italia sta andando a rotoli, maledetto speculatore!!! E adesso denunciaci patetico buffone (con la b minuscola)!

    Note

  • A-PO-LLI-NARE LA LA LA LA LA!
  • W le bariste!
  • Grazie Bologna!
  • Il Ravenna siamo solo noi!
  • Una immagine che dice tutto, dal sito del Ravenna Calcio


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    14/12/11


    campionato serie d - XVII giornata di campionato - 8 dicembre 2011 - ore 14.30
    Ravenna Forlì
    1 1

    prepartita

    E' finalmente derby e un po' si vede. I ragazzi sono in giro già dalla mattina e con loro un imponente schieramento di guardie che fanno avanti e indietro con le macchine (Monti deve aver pagato la benzina...). Tornano persino le transenne che però non chiudono tutto come anni fa e anzi c'è il "buco" per andare nelle biglietterie sotto la tribuna (quelle sotto la curva apriranno tardi e non alle 10 come scritto nei quotidiani locali). Sbirri sbirri sbirri e nient'altro così a parte qualche tour infruttuoso aspettiamo i fratelli di Bologna e Fano, ammiriamo la coerenza di J. e davanti al consueto cabaret alcolico ridiamo e facciamo i cazzoni con chi da tempo non si vedeva da queste parti.
    Quando manca veramente poco entriamo dopo una perquisa leggera ma puntigliosa.

    Tifo nostro

    Bel gruppo oggi che parte in quarta ben prima del fischio d'inizio. Cori possenti e squadre salutate da Romagna Mia con sciarpata. Bene per tutto il primo tempo con calo passeggero dopo il loro vantaggio e sbrocco dopo il pareggio. Secondo così così grazie allo squallore in campo e al freddo pungente di fine partita. Applausi per la squadra che ci saluta alla fine.

    Tifo loro

    150 gli schiavi di cesena presenti oggi in sud supportati dai buffoni con il cemento al posto del cervello (leggasi eugubini). Appendono 4-5 pezze e accendono fumogeni biancorossi all'ingresso delle squadre (che bello rivedere i fumoni!!!). Carichissimi all'inizio durano come una chiavata di un coniglio, cioè 1 minuto... A parte i cancheri (vedi sotto) cantano poco in 30 al massimo sborando in maniera decisamente esagerata. Secondo tempo copia del primo per una prestazione oggettivamente sotto le aspettative.

    Sfanculeggiamenti

    Tantissimi loro (non fanno altro) contro noi, Bologna e Fano. La Mero risponde fino a un certo punto poi ci si stufa e si tifa facendo finta di niente.

    Uscita

    Pareggio che sembra accontentare le squadre e uscita senza problemi. Rimaniamo in zona per ore così come elmetti e digos ma tutto fila liscio (fai diverso quando il parcheggio ospiti è quello della questura...).

    Note

  • Via l'avvocato "volontario" via la moglie speaker e Ravenna ritrova una voce d'altri tempi che fa quello che deve fare, semplicemente perfetto;
  • L'Osservatorio aveva detto che oggi era a rischio e infatti mancavano solo i lagunari all'appello... se andiamo in C aspettatevi l'edificazione di case matte e bunker...
  • diffidati per aver fatto cantare 50 persone, diffidati per aver suonato un tamburo IL TUTTO ACCADUTO FUORI DALLO STADIO... a quando la diffida per flatulenza molesta o per rutto non autorizzato???
  • Occhio alle scatole di cartone! La pista anarcoinsurrezionalistagiallorossa è dietro l'angolo...
  • La mascotte (un poveraccio vestito da leone) IN MERO? Dai per favore, non scherziamo...
  • Grazie Bologna, grazie Fano!
  • Il Ravenna siamo solo noi!
  • Ecco cosa dice il sito del Ravenna calcio


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    1/12/11

    29/11/11


    campionato serie d - XV giornata di campionato - 27 novembre 2011 - ore 14.30
    Ravenna Camaiore
    1 0

    prepartita

    Inutile lamentarsi perché non c'è nessuno sotto la Mero prima della partita; le cause della disaffezione sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente e hanno un nome e un cognome ovvero: sergio aletti.
    Non si può comprare a costo zero una squadra di calcio in serie C per mandarla in D senza pagare NULLA, dagli stipendi alle bollette, rubando di qua e di là e sperare poi di riempire un Benelli già provato da anni di inquietudine (che ora sembrano i "lontani momemti in cui si stava meglio quando si stava peggio"...).
    Gli Ultras non mollano però e anche oggi pagano 7 euro per vedere uno schifo che nulla ha che spartire con il concetto di "divertimento" o di "spettacolo" mentre i 2000 presunti biglietti regalati nelle scuole sono probabilmente serviti per accendere il camino in questi giorni nebbiosi e freddi... Entrata senza perquisa fisica (solo verbale) e viabilità libera come fosse un giorno qualsiasi.

    Tifo nostro

    Si canticchia qualcosa, spesso contro repressione, divise, presidenza ecc. ma non c'è entusiasmo e si finisce per forza a fare i cazzoni poi lo smago ricopre i pochi malati di mente presenti che si risvegliano solo per ricordare Mero e Brian e per gioire (mestamente) all'inaspettato gol che ci fa vincere.

    Tifo loro

    Loro chi? Nessuna arriva dalla provincia di Lucca, questa è la serie D ragazzi!

    Uscita

    Dopo un po', finita la partita, i giallorossi in campo vengono a batterci le mani ricevendo in cambio timidissimi complimenti. Poveracci, non hanno "nessuna colpa" (chi è felice a lavorare gratuitamente?) ma questo è ciò che passa il convento oggi...

    Note

  • Aletti? Non ne possiamo più! Ogni giorno una nuova "perla" che ci fa capire che sei venuto qui solo ed esclusivamente per rubare... VATTENE!!!
  • Il Ravenna siamo solo noi!


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    24/11/11

    18/11/11

    18/11/11


    campionato serie d - XIII giornata di campionato - 13 novembre 2011 - ore 14.30
    Ravenna Bagnolese
    3 2

    BASTA!!!

    Ora basta, ora siamo veramente nauseati dal comportamento delle presunte forze dell'ordine, ora diciamo no perché così non si può andare avanti.
    Giornata tranquilla, sole, clima "gentile", nessun ospite e i soliti alla solita ora nel solito posto si radunano per assistere a una partita di calcio di serie D. Tutto normale, tutto sciolto, nessuna perquisa mentre i consueti ritardatari (in fila) acquistano il biglietto per una partita che crea interesse solo ed esclusivamente a chi come noi segue il Ravenna senza pensare alla categoria e/o ai risultati.
    Il Benelli è vuoto, metà delle persone rispetto la domenica precedente, eppure si fa quadrato in mezzo. Lo striscione URA passa i tornelli, arriva praticamente in campo ma viene fermato da digos e robaccia varia, amen, attaccheremo le pezze come in serie B e C. Parte un coro poi tutti scendono e si dirigono verso l'entrata, noi con loro.
    Facciamo in fretta a capire qual'è il "problema di oggi" ovvero un tovaglione di carta con scrittto "11-11-07/11-11-11 Gabbo vive". Niente di offensivo, niente di illegale ma i microcefali con e senza divisa non vogliono saperne: senza autorizzazione non entra nulla!
    Paperopoli è Paperopoli e anche se attorno ai Basettoni di turno si crea un crocchio di persone arrabbiato contro l'ennesimo divieto anticostituzionale non c'è verso di intavolare un discorso, un dibattito, un incontro. Noi cattivi, loro buoni, noi vessati da miliardi di restrizioni, loro sorridenti a difendere l'indifendibile.
    In queste situazioni non c'è molto da fare e così si applica l'unica protesta possibile ovvero: fuori lo striscione? fuori anche noi! Usciamo dopo qualche coro contro le divise e tanti saluti a quello che uno volta era uno sport, un divertimento, un passatempo e che ora è diventato un labirinto di leggi, decreti, divieti e restrizioni.
    Volete gli stadi vuoti, accomodatevi, a Ravenna dopo quanto successo oggi troverete ben poche persone disposte a farsi prendere in giro da fenomeni graduati in cerca di una facile promozione...
    Se avessimo una presidenza degna di tale nome domani i quotidiani locali parlerebbero solo di questo ma visto che siamo nelle mani di una famiglia di farabutti e affaristi siamo certi che nessuno avrà il coraggio di dire ciò che avviene nella civile, borghese e silente Ravenna. La polvere finirà sotto il tappeto e gli sportivi gioiranno per la seconda vittoria in casa.
    Ugo Foscolo diceva, ne "i sepolcri": una società che non conserva il culto dei morti fra i suoi valori spirituali più preziosi, non merita di sopravvivere.

    Note

  • grazie ai fratelli fanesi e alle sorelle bolognesi presenti con noi oggi;
  • grazie alle bariste del bar in Mero;
  • fanculo ai digos che ci hanno fatto il solito servizio video/fotografico;
  • tanto ma tanto astio nei confronti di mister "giorgio armani" che ci ride in faccia ma poi smentisce, ci vieta tutto ma poi smentisce, ci manda a cagare ma poi smentisce... caro mio il berluska non c'è più, cambia anche tu (scusate la rima);
  • Aletti: invece che fare finta di regalare 2000 biglietti nelle scuole cominciate a fare qualcosa per trasformare Gutantanamobenelli in uno stadio aperto VERAMENTE alle famiglie, ai tifosi e a quei quattro malati di mente che come noi continuano a seguirvi nonostante le migliaia di stronzate che settimanalmente sparate sui giornali.


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    Chi è il razzista?

    Per diversi motivi non siamo mai stati amanti e neppure seguaci della nazionale di calcio italiana eppure ieri (11/11/11) ci siamo trovati davanti alla tv nel solito bar per vedere l'amichevole polonia-italia. Occhi puntati sulle curve, ovviamente, e così ci appare una magnifica sciarpata made in polska che coinvolge tutto lo stadio (pure gli stiùart) e a seguire un paio di secondi per una manciata di italiani con dei tricolori.
    Tutto normale, tutto ovvio poi salgono in cattedra i fenomeni, ovvero i giornalisti italiani. Capitanati da un insopportabile Marco Mazzocchi (che nei titoli viene inspiegabilmente nominato "team leader"?!?) assistiamo a uno spettacolo becero che stride in maniera pazzesca con il concetto, a noi molto caro, altresì chiamato antirazzismo. Lo scopo, forse imposto dall'alto, è uno solo: santificare Balotelli. Ci può stare, sia chiaro, ma i termini utlizzati sono da brividi.
    Si parte con i continui riferimenti al colore della sua pelle e si arriva persino al richiamo verbale (a Boniek) che non ricorda che chi ha segnato è "NERO"!
    Scoraggiati e incazzati spegnamo la tv e andiamo a casa ma questa mattina i quotidiani (sportivi o meno) titolano più o meno tutti così: "il primo gol nero dell'italia"... Alla faccia del politically correct!
    Non abbiamo mai letto "gol del bianco Cassano" (tanto per dire) eppure la Stampa (con la S) va oltre deliziandoci con un articolo strepitoso in cui viene sottolineata la presenza di 10 ultras italia autori anni fa di un coro razzista contro il suddetto giocatore (ma nessuno ricorda mai che quel coro fu coniato contro il bianchissimo, italianissimo - ma comunista - Lucarelli).
    Un antirazzismo de noantri per il "marcatore" che viene definito così da Stampa, Gazza, Repubblica e Carlino Sport:
  • primo nero italiano;
  • primo gol nero azzurro italiano;
  • colored;
  • nero;
  • neretto;
  • di origini non proprio italiane;
  • lo scattante italoafricano;
  • dal fisico tipicamente africano.
    Ogni commento è superfluo ma dà veramente tanto fastidio considerato il fatto che nel secondo tempo sia entrato Ogbonna (un po' abbronzato, come diceva il fortunatamente deposto berluska...) e non è stato mai, sottolineiamo mai, chiamato con appellativi del genere ma che anzi veniva definito, giustamente, "granata", "torinista" ecc.
    Che all'interno del presunto gruppo "ultras italia" ci siano razzisti e fascistoidi non abbiamo dubbi ma un comportamente del genere in mondo visione non è uguale?
    Abbiamo fatto la solita figura dei provincialotti che non capiscono la differenza fra fare "uh uh" in uno stadio e chiamare "gol nero" un pallonetto fatto da un ragazzo nato in italia. Tanto il manico del coltello, anzi della penna, l'hanno sempre e solo in mano loro e solo loro possono decidere cos'è giusto e cos'è sbagliato!
    Avanti così quindi, anche domani, con gli sbirri che al Benelli fermano la pezza "NO AL RAZZISMO" dei Virtus Verona ma che in serie A fanno entrare tutto (e di più) perché sky e soci vari pagano...
    Business is business and the show must go on!

    I razzisti siete voi (come dicevano, più o meno, gli Erode)!

     
  • 11/11/2007 La polizia spara ancora

    Giustizia e verità per Gabriele "Gabbo" Sandri!



    campionato serie d - XI giornata di campionato - 6 novembre 2011 - ore 14.30
    Ravenna Forcoli
    1 0

    Prepartita

    L'interesse per il Ravenna Calcio è talmente alto che tre quarti delle persone che frequentano durante la settimana la "zona stadio" pensa che oggi si giochi contro il Forlì. Il disguido nasce da un'errata pronuncia del nome dell'odierno avversario ovvero Forcolì anziché Fòrcoli, persino "Iena Ridens" su Urrà Ravenna spiega, con tanto di riferimenti a wikipedia, il corretto posizionamento degli accenti. L'errore crea non pochi battibecchi e malumori specie tra noi che ancora seguiamo i giallorossi nonostante la situazione decisamente "complicata".
    Oltre a questo succede, come cantavano i CCCP qualche anno fa, che noi siamo "fedeli alla linea anche se la linea non c'è" e così alle 11 siamo al bar. Noi. Degli "altri" non c'è traccia, manca solo il fischio di morriconiana memoria per sentirsi parte del deserto de "il buono il brutto e il cattivo"...
    Poco meno di un'ora dall'inizio spuntano però gli URA che si riuniscono con i pochi fedeli rimasti in un conciliabolo volto a decidere come comportarsi oggi. Ne nasce una discussione civile, pacata e costruttiva e dopo una democratica (senza ironia) votazione si entra nel solito Benelli vuoto dopo una perquisizione veramente minuziosa (anche qui senza ironia) che sinceramente non riusciamo a spiegarci fatta da 7/8 sbirri.

    Tifo nostro

    Senza gli URA la Mero sarebbe vuota, ma vuota vuota. Un bel quadratino di 60/70 persone tiene botta sventolando bandierine giallorosse e cantando praticamente sempre. Si parte con insulti contro chi cerca di eliminarci con provvedimenti più o meno leciti, si prosegue "salutando" la famiglia aletti e si sostiene i ragazzi in campo come si può fino al triplice fischio che sembra non arrivare mai.

    Tifo loro

    Loro, come spesso in questo assurdo anno calcistico, non ci sono. O meglio ci sono (in tribuna) ma sono probabilmente parenti dei calciatori, forse una decina, che si fanno sentire ogni tanto in risposta a entrate "pesanti" sulle gambe dei loro cari o dopo decisioni arbitrali discutibili. C'è anche una pezza, un lenzuolo con una frase del tipo "non vi lasceremo mai soli".

    La repressione del giorno

    A Paperopoli (leggasi Ravenna) non bastavano le restrizioni riguardanti tamburi e striscioni, no, troppo poco, quindi oggi scatta l'ennesimo divieto ovvero la chiusura dei bar! I 3/400 presenti (anche se domani leggerete di 1500 spettatori) se hanno sete se la tengono e chi chiede spiegazioni (non vendono birra e borghetti perché chiuderli?) riceve in cambio uno scaricabarile drammaticamente italico (è colpa della questura, no è colpa del buddys, no è colpa di maroni, no è colpa della digos ecc.) e alla fine rimane fregato e con la gola secca.

    Speaker dello stadio

    Miss Entusiasmo anche oggi ci regala due o tre perle: indovina, per fortuna, che il minuto di silenzio è per gli alluvionati di genova poi comincia con il repertorio di strafalcioni misti a dislessia pronunciando nei modi più impensabili i nomi dei giocatori sostituiti, chiama Forcole gli avversari, si esalta in maniera inaccettabile quando segna Shiba e conclude con un "leoni leoni leoni" che fa incazzare tutti. In tanti anni di stadi non ho mai sentito una curva mandare affanculo una speaker eppure ci tocca pure questo. Zittitela per favore.

    Note

  • Chi esce non rientra più, chi arriva dopo 15 minuti dall'inizio non entra perché non ci sono le bigliettaie, chi compra un crescione è controllato a vista dagli stiùart (gentilissimi), chi va in bagno è seguito dalla digos... che bello andare allo stadio!
  • A fine partita la squadra viene sotto la Mero e ci rimane un po' applaudendo. Bel gesto anche se questa vittoria non ha risolto i problemi noti dall'inizio.
  • Grande Fredo!

  • 30/10/11
    campionato serie d - VII giornata di campionato - 9 ottobre 2011 - ore 15
    Ravenna Virtus Verona
    0 2

    Prepartita

    La voce era girata in settimana ma non ci volevamo credere, eppure è così. Ravenna non è più la città anticonformista comunistanarcoide incazzata della settimana rossa dove tutto funziona perfettamente in funzione del cittadino, Ravenna è ormai la città dei divieti, delle restrizioni, dell'ottusità mentale di chi non riesce (perché non vuole) a capire che i regolamenti vanno applicati sì con rigore ma anche con intelligenza e contestualizzazione.

    Cos'è successo?

    Questura, prefetto o chi per loro hanno deciso che da questa domenica in Curva Mero non potranno più entrare gli striscioni e i tamburi, perché? Perché il Benelli ha una capienza di più di 5 mila posti e un regolamento (scusate la volgarità) del cazzo prevede questo, ovvero l'applicazione dei limiti imposti nelle categorie "professionali" (A-B-C). Certo fa sorridere (per modo di dire) constatare che nessuno si sia accorto di nulla nelle altre partite disputate fin'ora ma così è, tutti zitti punto e basta. Il terribile e violentissimo striscione con scritto "ULTRAS" e l'arma di distruzione di massa altrimenti chiamato "tamburo" non possono entrare nel Tempio della Tristezza e del Grigiore chiamato Benelli.
    Vi piace tutto questo? Ok, va bene, allora non entriamo nemmeno noi.

    Partita

    La Romagna, terra di motori, non può non ricordare quanto successo questa mattina così sulle serrande dell'edicola sotto la Mero viene appeso uno striscione "CIAO SIC", semplice eppur commovente.
    Poi dopo un breve "briefing" facciamo gruppo, stendiamo lo striscione URA e al suono dei tamburi cominciamo un "giro non autorizzato" dello stadio. Non facciamo neanche 2 metri quando ci accorgiamo dell'arrivo di due ultras della Virtus. Parlano con noi e ci dicono, increduli, che neanche a loro è stato concesso l'ingresso dell'illegalissimo (...) striscione "Virtus Fans", pezza che è entrata ovunque fino a oggi, e che anche loro rimarranno fuori!
    Gli sbirri non ci capiscono più nulla, noi partiamo in corteo cantando e creando scompiglio tra la gente accorsa all'imperdibile "festa della castagna" allestita nella parte lato questura di via sighinolfi...
    Guardie davanti, guardie dietro, digos ovunque e quando siamo al benellino incontriamo i rossoblù. Cori per gli ultras, per la libertà, contro le divise. Nessuna tensione ma anzi massimo rispetto fra due gruppi che non si erano mai visti prima alla faccia di Maroni e feccia varia.
    Stiamo lì un bel po' poi continuiamo il "tour anti idiozia" e torniamo sotto la Mero passando da piazza Brigata Pavia.
    Birre, chiacchiere, cori, goliardia e dopo l'inizio del secondo tempo scatta il secondo giro ma al rovescio (così, tanto per variare) e tutto va come prima. Scambi di abbracci, saluti e sentiti arrivederci con i compagni di lotta Virtussini e arrivo nei bar sotto la curva senza alcun problema nonostante lo striscione e i tamburi (forniti probabilmente da Al Qaeda...).
    Grazie a tutti i partecipanti!

    Note

  • Speaker dello stadio:
    I rapporti tra Curva e "te" non erano ottimi perché la tua "ironia" non è stata compresa (sfidiamo chiunque a comprenderla...) ma oggi pensiamo di esprimere il sentimento di tutti nel dirti VERGOGNATI E VATTENE SUBITO per aver sbagliato il nome di Sic quando chiedevi il minuto di silenzio. Devi fare una cosa sola e la fai pure male (come domenica quando hai detto azzurri mattei e prosaider low ponte seguito dall'immancabile "forza bimbi!"...), CAMBIA MESTIERE!!!
  • Sbirri & co:
    Neanche al matrimonio di william e kate c'erano così tante telecamere... Almeno dateci i provini e vi compriamo due foto da mettere in cornice, così almeno pagate la benzina che il vostro governo non vi rimborsa...
  • Aletti & co.
    Per tre volte viene letto dalla sopracitata handicapspeaker un comunicato di Elisa che nega trattative di vendita del Ravenna Calcio. Carissima presidentessa il tempo delle prese per il culo è finito da un pezzo. Prendi i tuoi occhioni blu, la tua inesperienza, quel canchero di moroso cesenate, quell'imbecille di padre e VATTENE DA RAVENNA. Anche senza dirlo allo stadio, va bene lo stesso. NOI ALETTI NON LI VOGLIAMO!


    COMUNICATO VIRTUS FANS DOPO I FATTI
    DI DOMENICA SCORSA A RAVENNA

    Domenica 23 ottobre si gioca allo stadio Benelli di Ravenna la partita Ravenna - Virtus Vecomp Verona, per la nona giornata del Campionato Nazionale di Serie D Girone D.

    Per noi Virtus Fans una delle trasferte più attese visto che si gioca contro una storica squadra con una tifoseria di un certo spessore.

    Doveva essere una domenica di calcio,di fest